STORIE DI CANI – Gelert il valoroso

 
 
Oggi voglio raccontarvi una favola. Una favola così bella che, con tutta probabilità, è vera. Anche perchè ciò che è bello diventa vero.
Io l’ho trovata su un libro, ma ve la racconterò con parole mie: se le parole non vi piaceranno, perdonatemi…
 
 
La nostra storia ci riporta molto indietro nel tempo, nel dodicesimo secolo. A quel tempo sovrano del Galles era re Llewelyn il Grande, sovrano amato dal suo popolo, valoroso guerriero e vassallo del Re Giovanni d’Inghilterra.
Proprio da quest’ultimo re Llewelyn aveva ricevuto ricchi doni per rinsaldare la loro alleanza. Tra questi, c’era anche un bellissimo cane da caccia. Re Llewelyn ne rimase subito conquistato. Chiamò il cane Gelert. Questi era un bellissimo cane, con il fisico slanciato e robusto al tempo stesso, lestissimo nella corsa e grandissimo cacciatore, con due occhi grandi e pieni d’intelligenza.
Nessun cane, prima di allora, aveva così preso un posto importante nel cuore del re. Molte volte andarono a caccia insieme, e catturarono cervi e cinghiali con i quali il re fece festa ai suoi grandi banchetti. Gelert era sempre ai piedi del tavolo per ottenere dal re qualche carezza o qualche boccone di carne. Persino quando era seduto sul trono, il re non lo dimenticava, e sempre Gelert era pronto a leccare la mano del padrone, o a lasciarsi carezzare con gioia.
Un giorno, re Llewelyn ebbe un figlio maschio. Potete immaginare la sua gioia! Quale gioia al mondo può essere superiore?
Il re non volle più separarsi da lui nemmeno per un momento. Era l’uomo più felice del mondo.
Un giorno, però, il re dovette trasferirsi con tutta la sua corte dalla residenza estiva a quella invernale. Il viaggio era lungo: si dovevano attraversare boschi e brughiere e sostare anche all’aperto, dormendo nelle tende.
Quel mattino il re dovette lasciare il suo figlioletto solo in una delle grandi tende da campo. Prese la testa di Gelert tra le mani e gli disse:
 – Mio fidato Gelert, ti affido la vita di mio figlio. Non lasciare entrare nessuno all’infuori di me –
Il cane uggiolò a lungo come se avesse capito.
Il re dunque potè allontanarsi rasserenato.
Tornò dopo un lungo tempo.
Quando rientrò, davanti ai suoi occhi si parò una scena terrificante: la stanza era a soqquadro! La tenda stracciata in più punti! La culla rovesciata e vuota!
E Gelert, il suo amato Gelert, era in piedi nella tenda, con le fauci imbrattate di sangue!
 – Ah, cane miserabile, orrido traditore! – urlò il re con le lacrime agli occhi, comprendendo l’orrore: Gelert aveva ucciso il suo bambino!
Estrasse la spada e urlando e piangendo balzò su Gelert, infilzandolo al suolo.
Ma dopo pochi istanti il re udì un pianto sommesso. Incredulo, sollevò la culla rovesciata. Avvolto tra le fascie, c’era il suo bambino che piangeva.
Il re lo raccolse e lo strinse al petto: era vivo, vivo! E non aveva un graffio! Quasi impazzito dalla gioia, re Llewelyn lo abbracciò, lo baciò, rise e pianse nello stesso tempo. Mentre ballava di gioia, sbattè con i piedi contro qualcosa che era nascosto da una coperta rovesciata.
Deposto il bambino nella culla, la sollevò e lanciò un urlo strozzato: aveva capito.
A terra, riverso in una pozza di sangue, c’era un lupo morto.
 – Oh no, no, no! – pianse il re generoso.
Corse accanto al corpo di Gelert piangendo: – Gelert! – gridò carezzandolo – oh mio valoroso, mio coraggioso Gelert! –
Ma Gelert era spirato.
Quel cane valoroso non aveva ucciso il bambino. Anzi, da vero eroe, lo aveva salvato, lo aveva protetto a rischio della vita uccidendo il lupo che si era intrufolato nella tenda.
Disperato per la sua colpa, il re abbracciò il suo cane e gli tributò un funerale onorevole,degno del più nobile dei cavalieri.
Il corpo di Gelert fu sepolto su una collina, con una lapide a ricordo perenne di quanto era accaduto, perché tutti gli uomini ricordassero che è sempre sbagliato trarre conclusioni affrettate.
Attorno alla tomba di quel cane sorse una cittadella (che, ci crediate o no non importa), esiste ancora oggi, nel Galles del Nord. Si chiama Beddgelert, che in gallese vuol dire Tomba di Gelert.
 
 
 
 
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15 risposte a STORIE DI CANI – Gelert il valoroso

  1. Fiord ha detto:

    Ciao, perchè non mi mandi il titolo di qualche bel libro di fiabe, come queste che conosci tu???Io lavoro coi bambini e potrebbe servirmi.Ciao ciao Fiord

  2. la carla fracci della ha detto:

    povero e tenero Gelert, vedi, poi è tardi per riparare agli errori che si commettono per la fretta.almeno quel re lo ha poi onorato il suo adorato cane, oggi si dimentica tutto molto facilmente e li si abbandona con molta leggerezza sulle strade dimenticando l’amore e la fedelta’ che ci danno e che non meritiamo in fondociao un saluto

  3. giulia ha detto:

    E’ una storia commovente…sei stato bravo Zrcadlo, a me è piaciuta come sei riuscito a interpretarla.Per il messaggio che trasmette, credo che non sempre sia possibile aspettare, per non trarre conclusioni affrettate. Ci sono situazioni in cui tutto appare così chiaro, che si arriva ad agire sicuri che è la cosa giusta da fare o da dire."Chi non pensa prima dopo piange"Un abbraccio

  4. gloria ha detto:

    ciao io ho solo 10 anni ho letto la storia di Gelert nel mio libro di scuola e mi sono subito icuriosita e ho fatto questa piccola ricerca CIAO GLORIA

  5. giuliabeca ha detto:

    Ciao, mi dici perfavore il titolo del libro su cui lo hai letto?
    Sono anni che cerco di recuperare un libro di favole letto da bambina (non ricordo titolo né autore), che conteneva anche questa storia, ma non l’ho ancora ritrovato.

    Grazie,
    GIulia

  6. zrcadlo84 ha detto:

    Farò una ricerca nella mia biblioteca, cara giuliabeca, e ti farò sapere…

  7. zrcadlo84 ha detto:

    Farò una ricerca nella mia biblioteca, cara giuliabeca, e ti farò sapere…
    Grazie!

  8. giusepppe ha detto:

    io lo letto sul mio libro è una storia triste 😦

  9. victoria ha detto:

    Ciao! senti io non ritrovo più il libro di favole in cui c’era questa.. puoi dirmi come si chiama e l’editore ecc?

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