Il Grinch e le feste grinchose…

 
La favoletta del Grinch… non la conoscete? Oh, ma questo deve cambiare!
La storia fu scritta da Theodor Seuss, un fumettista e scrittore americano… e ora ve la riassumo. Ascoltate:
 
 
In un paesino lontano lontano, un regno magico e fatato, vivono i Nonsochì (Who, nella versione originaria), dei graziosi e buffi folletti, nella cittadina che si chiama Chinonsò (Whoville, nella versione originale).
 
 
 
Questi folletti hanno un musetto da cuccioli e dei modi gentili e sdolcinati. Parlano aggiungendo sempre il suffisso CHI. Così da loro ci sono le CHIfeste, i CHIdoni, la CHIposta, il signor SindaCHI, il CHIbudino, il RostacCHIno…. Sono amanti di tutte le feste che esistano, ma più che mai del Natale.
In realtà, però, non vivono bene lo spirito del Natale: sono soprattutto affascinati dalle lucine, dai regali, dai dolci di Natale.
Il loro Natale è una frenetica, folle, incontenibile corsa all’acquisto di Natale, al regalarsi oggetti inutili, all’appendere decorazioni, all’indire feste più o meno strampalate… (non vi ricordano qualcuno?).
In tutta questa frenesia, c’è un Nonsochì che non ama il Natale. E’ il Grinch!
 
 
 
 
 
Fin da piccolo, per via di questa sua scelta e del suo aspetto sgradevole (a differenza dei suoi concittadini, tutti rosati, lindi e pinti, lui è nato verde e peloso), come tutti i diversi, si è rintanato nella solitudine. Così, vive fuori dalla città di Chinonsò, sul Monte Briciolaio, dove ha sede la discarica della città.
Utilizzando soprattutto gli avanzi dei Natali passati, il Grinch costruisce giocattoli strani e mille altri ammeniccoli, tutti finalizzati a fare scherzi e dispetti ai Nonsochì. Il Grinch, nevrotico e dispettoso all’eccesso, ama scambiare gli indirizzi sui pacchetti di Natale, o far fulminare le lucine degli alberi…
Un giorno, durante una di queste sue sortite in città per fare scherzi, il Grinch conosce una ragazzina Nonsochì, Cindy Lou (potete chiamarla anche Cindy CHILou, perchè i Nonsochì amano pronunciare tutto con il loro rafforzativo).
Nello spaventarla come sempre, il Grinch la fa cadere in una macchina smistaposta. Impietositosi per le sue urla spaventate, la tira fuori e poi si dilegua.
Cindy, che ha sempre sentito parlare del Grinch come di un mostro cattivo, resta stupita di tanta generosità. Tra l’altro, la piccola sta attraversando un periodo di dubbi… può davvero il Natale ridursi ad una corsa allo sperpero e alla cafonaggine? (altro campanellino d’allarme!). Non dovrebbe essere invece un inno al rispetto, alla fratellanza, alla comprensione reciproca?
Così, il giorno dopo, propone alla cittadinanza di invitare formalmente il Grinch alla Giubilanza (una festa che i Nonsochì tengono la Vigilia di Natale) e di nominarlo Mastroallegro delle Feste (sorta di Miss Italia locale).
Il SindaCHì della città, Augustus, antico compagno di scuola del Grinch, viscido e superbo, accetta solo per non far brutta figura davanti alla cittadinanza.
Così Cindy sale alla casa del Grinch e riesce a convincerlo ad andare alla festa.
La festa, fracassona e confusionaria più che mai, coinvolge alla fine il taciturno Grinch, che si diverte molto e apprezza i dolci e le musichette. Ma Augustus SindaCHì non perde occasione di irridere il Grinch, regalandogli per Natale un RASOIO, lo stesso regalo che gli aveva fatto tanti anni prima per irriderlo.

Comprendendo la meschinità del gesto (che vuol dire "raditi, perchè sei brutto e diverso dalla maggior parte degli altri"), il Grinch si infuria e distrugge l’albero di Natale della città.

 

Poi, durante la notte, armato di un aspirapolvere gigante, ruba tutti i regali e tutte le decorazioni di Natale e le trascina sulla montagna, per gettarle giù.
All’alba del giorno di Natale, i Nonsochì si svegliano e si scoprono derubati. Il SindaCHI accusa Cindy Lou di essere la responsabile, di aver lei stuzzicato il Grinch. Ma il padre di Cindy salva la situazione, ricordando a tutti i suoi concittadini che il Natale non è fatto di pacchetti, di orpelli, di festoni colorati, ma di un abbraccio d’affetto. Davanti a tutti, poi, abbraccia sua moglie e i suoi figli, subito imitato dagli altri abitanti di Chinonsò. Poi, tutti intonano un dolce canto di Natale.
Il Grich, guardando dal monte tutto ciò, si commuove profondamente. "Può darsi che il Natale non venga da un supermercato" dice "il Natale ha un significato più complicato!".
In quel momento, una fitta nel petto lo trafigge: il suo cuore, da piccolino che era diventato per il suo egoismo e la sua misognia, cresce e aumenta di tre taglie!
Così ridiscende a valle con tutti i regali, chiede scusa alla popolazione e abbraccia davanti a tutti Cindy Lou.
I Nonsochì, felici, lo perdonano e lo accolgono tra loro. La storia si conclude con una festa allegra, ma meno vuota e vacua rispetto a quelle di prima, a cui partecipa festoso anche il Grinch ormai redento.
 

 
Ecco qui… vi è piaciuta?
Ecco, io ho un Grinch in famiglia, un nemico dello spirito del Natale… mio padre! Si incupisce, durante le feste, diventa aggressivo… ricordi, chiaramente! Ricordi di quando era bambino…
Oggi ho fatto anch’io l’acquistatore folle di regalini di ogni tipo… in certi negozi c’erano i bodyguard che tenevano fuori la folla che voleva entrare a tutti i costi!
Sapete che ho letto che nei giorni di Natale i commessi dei negozi hanno uno stress pari a quello dei marines nella guerra del golfo?
Pazzesco…
Beh, avremmo bisogno tutti noi di più spirito natalizio vero, come Cindy ChiLou!
Vi voglio tanto bene!
 
 
 
 
 
 
 
 
 
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6 risposte a Il Grinch e le feste grinchose…

  1. Isa ha detto:

    si si mi è piaciuta anche se già la conoscevo. belle l’immagine del cartone animato, divertente e simpatica. Il film invece rifatto con Jim Carrey non mi è piaciuto un granchè….lui….troppo scemotto.grazie per averla riproposta.ciaooooooe buone festeisa

  2. . ha detto:

    bellissimo post caro Gianfranco!

  3. alex93 ha detto:

    Scusa, ma cosa c’entra ? Hai parlato del bruttissimo film di Jim Carrey, mica dell’ originale.

  4. silvia ha detto:

    Ciao
    vorrei sapere che versione è della favola, perchè in quella tradotta in italiano manca il pezzo centrale della storia..
    Grazie

    • zrcadlo84 ha detto:

      Quando scrissi questo post, non avevo mai letto il LIBRO della favola del Grinch, che in realtà è una favola in rima, un piccolo poemetto… il mio post raccontava la versione cinematografica, che in alcuni punti semplifica, in altri allunga la versione originale… credo in ogni caso che si tratti di una bellissima favola di Natale, un classico… Il Grinch è il “figlio peloso” di Scrooge, anche se a differenza dell’avaro di Dickens non è andato oltre l’America come popolarità… mi piacerebbe fosse più popolare questa e anche altre fiabe natalizie, specialmente in Italia, dove abbiamo poche vere belle favole di Natale… abbiamo La Cantata dei Pastori, che però è molto limitata alla Campania… e poco altro…

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