Io sono Giobbe

 

Allora Giobbe aprì la bocca e maledisse il suo giorno. Prese a dire: «Perisca il giorno in cui nacqui e la notte in cui si disse: «È stato concepito un maschio!». Perché non sono morto fin dal seno di mia madre e non spirai appena uscito dal grembo? Perché due ginocchia mi hanno accolto, e due mammelle mi allattarono? Così, ora giacerei e avrei pace, dormirei e troverei riposo con i re e i governanti della terra, che ricostruiscono per sé le rovine, e con i prìncipi, che posseggono oro e riempiono le case d’argento. Oppure, come aborto nascosto, più non sarei, o come i bambini che non hanno visto la luce. Là i malvagi cessano di agitarsi, e chi è sfinito trova riposo.

Dal Libro di Giobbe, capitolo 3

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Ancora una volta, sono solo

 

Ancora una volta, sono solo… la ragazza con cui uscivo, di cui mi sono innamorato, è rimasta di sasso di fronte ad una mia dichiarazione d’affetto, ad un mio goffo tentativo di baciarla… come sempre. Come è sempre successo. Ha sospirato un po’… e nient’altro. Oggi, via chat, perchè ormai non sappiamo più dirci le cose di persona, noi esseri umani, mi ha detto che io sono solo un amico per lei e solo così posso essere.

Tutto è finito, ancora una volta…

Ma non proverò rabbia, come mia madre, che invece già da ore la insulta a distanza “perchè mi ha fatto soffrire” (e quando mi fa soffrire lei, mia madre???).

Anzi, io dico: Dio la benedica.

Che possa passare un bellissimo Natale.

Che Dio ci benedica, tutti quanti.

 

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Dopo aver letto Melissa P

Io più leggo libri che dovrebbero chiarire la mia visione della vita, dell’amore e del sesso, e meno ci capisco… L’ultimo è di Melissa P, donna che libro dopo libro ho imparato ad apprezzare, anche se, paradossalmente, non amo la letteratura erotica. Mi piace soprattutto il racconto di come tanta gente l’abbia attaccata gratuitamente.
Mi ricordo quando, tempo fa, fui assalito proprio qui, su questo blog, da una donna che non avevo mai visto e sentito prima. Mi accusava di essere maschilista, insensibile, volgare, un mostro, insomma. E non mi aveva neanche mai visto!!! Figuriamoci se mi avesse visto, grasso come sono…
Sul sito dell’associazione culturale dove lavoro, la Neartpolis (p.s. se qualcuno vuole ci contattasse!!!), ci sono alcune mie foto con le mie colleghe e amiche, tutte belle o bellissime e io al centro, che le riunisco in un abbraccio. Sembro un orco gigante che si prepara a scegliere chi si deve mangiare: ci vogliono due di loro per fare il mio corpo.
A volte penso: mi faccio operare all’intestino, mi faccio mozzare qualcosa, così dimagrisco… ma poi, che ne verrebbe fuori? Dovrei farmi amputare molti etti di pelle in sovrappiù e vivrei tutta la vita con una cicatrice rossa attorno alla vita, come se un tirannosauro mi avesse morsicato e tagliato in due e il doctor Frankenstein mi avesse riattaccato…
Forse la fame è la fame d’amore! Ma è troppo banale, come frase.
TOO MANY LIES, TOO MANY LIES…
TOO MANY LIES, TOO MANY LIES…
Il sesso è dappertutto, è la cartina al tornasole. Fa sesso Antonella Clerici dopo aver cucinato e ballato con bambini che cantano come Pavarotti, perfetti bocconi per le fantasie guardone e pedofile della nostra società. Fa sesso John Cena, dopo aver sopportato botte e fischi sul ring per qualche migliaio di dollari a cazzotto. Persino i miei genitori, qualche volta, fanno ancora sesso. Credo che, nel caso loro, sia per mera disperazione, per un’abitudine lenta e pietosa. Amati? Non si sono MAI amati, nella loro vita, neanche al primo bacio: tutta la loro storia è frutto di un accordo, di un pensiero disperato. Entrambi lasciati da poco nelle loro precedenti storie, mia madre addirittura, negli anni ‘70, con un uomo sposato (che ancora oggi, quando mio padre non c’è, a volte nomina con nostalgia), entrambi soli, entrambi uniti per disperazione. Risultato: trent’anni di vita assieme, senza essersi mai amati. Un po’ di affetto, come ci si affeziona a chiunque, dopo trent’anni di vita insieme… ma forse nemmeno. Un rancore sordo, in caso di litigi. I parenti dell’altro sono la causa di tutti i mali, si dicono. Mi fa orrore doverlo ammettere, ma devo scriverlo, devo liberarmi.
Forse sono FORTUNATO a non fare sesso. A non avere una compagna. A non averla mai avuta. Forse così sono fuori dalla mischia, il cuore piano piano si atrofizza e non sente più dolore.
Ieri la ragazza che è cara al mio cuore è venuta a casa mia. A casa mia!
LEI TRA POCO ARRIVERA’
E’ IL MOMENTO CHE ASPETTAVO IO
DA UN’ETERNITA’…
Come canta Ramazzotti.
Avevo preparato la casa come meglio potevo. Decorazioni di Natale, agrifoglio, vischio strategicamente posto negli angoli adatti… i miei genitori relegati in camera mia, perché, purtroppo non hanno il fisico di uscire la sera. Meglio così.
Abbiamo visto la partita del Napoli, uno squallido 1-1 contro il Novara, squadra meno forte… nell’intervallo, grazie al gioco del vischio, ho provato a baciarla. Naturalmente, solo sulla guancia. E’ come un tabù, un totem, un sacrilegio. Non riesco a provare a baciarla davvero. E’ che non so come si fa. Dove va a finire il NASO? E gli odori? I sapori? E, soprattutto, il suo sicuro NO disgustato? Non riesco a sopportarlo…
Verso il 30esimo minuto della ripresa, ho visto davvero i fantasmi: si è addormentata. Si è addormentata sul divano, accanto a me, la testa mollemente abbandonata, non sulla mia spalla, ma dall’altro lato, come un fiore appassito.
Per fortuna, il Napoli ha segnato, e quanto meno lei si è svegliata. Dzemaili, lo svizzero del centrocampo azzurro, mi ha salvato da una vera crisi di pianto.
Come si fa ad essere uomini? Come si fa ad essere amati?
Raccontatemelo! Spiegatemelo! Scrivetemelo!
Io non sono più sicuro di niente: COSA ci vuole, cosa cosa cosa cosa? La bellezza? La ricchezza? La simpatia? Il sesso? L’amore? Cosa!
Che sia benedetta la pornografia, con la sua allegria, la sua semplicità! Ho persino twittato con delle pornostar, anche se, ovviamente, si tratta delle persone che gestiscono i siti per loro… è tutto così semplice, così perfetto, così leggero, nei film porno! Uomini dai fisici scultorei, potenza di carne e di fuoco, resistenza, equilibrio, vigore, fulgore! Donne bellissime, perfette, sempre sorridenti, sempre felici, sempre appagate. Mai un filo di insofferenza, di insoddisfazione. Tutto finto, tutto cristallino.
Come la casetta del Mulino Bianco, come le famiglie dei film di Natale.
Natale… è così vicino, ormai. Lo posso toccare. Almeno, spero che come regalo io possa ricevere un po’ di pace, di serenità, di rassegnazione.
Vorrei lanciare una sfida, un urlo. Amiche mie, scrivete quanto volete e statemi vicino…
Ma voglio anche gli INSULTI!
Voglio che qui scrivano uomini e donne che mi chiamino FALLITO, NERD, DISADATTATO, PERVERTITO, SCHIFEZZA UMANA!
Voglio avere un contraddittorio, voglio che qualcuno mi ascolti!
Non
Lasciatemi
Solo

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SUPER – RAPTOR

 

Eccomi qui… ecco un terzo, disperato tentativo di postare qualcosa sul blog di wordpress, ormai pieno di aggiornamenti mancati. Adesso è pomeriggio, in tv a forum uomini e donne di tutte le età discutono su quanto conti il sesso in una relazione, e si oscilla tra “il cuore di tutto” e “tutto”… naturalmente ci sono vecchie signore dell’età di mia madre che si vantano di fare sesso tutti i giorni da quarant’anni, indicando orridi mariti sdentati che scuotono la testa imbarazzati…

Come sempre, il valore di un uomo è basato sul numero e sulla qualità dei rapporti sessuali.

E allora io quanto valgo, in questo mondo di oggi? NIENTE.

Ma il problema non è solo questo… io mi sono INNAMORATO.

Mi ero ripromesso di non farlo mai più, di essere libero dalla sofferenza di amare… ma non ci sono riuscito. Non l’ho cercato io. E’ stata lei, una mia antica compagna di liceo, a cercarmi. A voler uscire con me. A invitarmi. Siamo andati a cena assieme, al cinema, a vedere le partite, ai musei, a fare shopping… mi ha persino preparato una torta!! Tutto, tranne i contatti fisici. Nessun contatto fisico di nessun tipo. Come sempre. E i miei patetici tentativi di corteggiamento non le facevano nessun effetto. Come più volte ho raccontato, il solito cagnolino che prova ad accoppiarsi con la pantofola della sua padrona.

Naturalmente, sono così solo che accetto le briciole, qualunque cosa.

E ora sono innamorato. La penso. La sogno. Penso al suo sorriso, ai suoi occhi, alla sua voce…

Ma lei non desidera me, desidera un altro, il suo ex…. Io non sono NIENTE.

Sono due notti che la sogno. Nel sogno, dovevo sposarla. Tutto era pronto, e invece appariva un uomo biondo e filiforme, con un notaio, che le consegnava una lista in carta bollata dei miei difetti: grasso, informe, pieno di acciacchi fisici, poco dotato, onanista…

Si avvicina Natale… sarà triste, triste perché lo passerò solo, solo con i miei genitori. Nessun parente, nessun amico a pranzo o a cena… i miei genitori non sopportano i reciproci parenti, o sono troppo terrorizzati e superbi all’idea di un rifiuto, che preferiscono stare da soli…

Eppure, io ho il cuore pieno di regali da donare, pieno di amore da dare! Io voglio AMARE! Io voglio ESSERE AMATO! No, scusate… quest’ultima richiesta è proprio troppo…

Stanotte ho fatto un sogno diverso: ero un supereroe. Potevo trasformare il mio corpo, far colare via il mio grasso schifoso e trasformarmi in un perfetto, scattante, meraviglioso VELOCIRAPTOR!

Io sono SUPERRAPTOR! E ho lottato al fianco dei gargoyles e degli dei dell’Olimpo contro le armate del male di Xanatos e dei terminator di Skyline!

Che bel sogno…

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AGGIUSTATO!

Il pc è stato aggiustato! Ora si tratta solo di aggiustare la mia vita!

 

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Si avvicina Natale

NATALE AL CAFFE’ FLORIAN
La nebbia rosa
e l’aria dei freddi vapori
arrugginiti con la sera
il fischio del battello che sparve
nel largo delle campane.
Un triste davanzale,
Venezia che abbruna le rose
sul grande canale.
Cadute le stelle, cadute le rose
nel vento che porta il Natale.
Alfonso Gatto

Si avvicina Natale… ho cominciato a scartocciare piccole decorazioni, un presepino, cose di poco conto, in verità… per la prima volta in 27 anni di vita, ho meno voglia del Natale…
Sarà per i problemi economici che ci attanagliano, sia come famiglia, sia come Italia… Sarà che oggi, mai come quest’anno, la mia famiglia sta aspettando, più della nascita di Gesù, più della festa in famiglia, l’arrivo della tredicesima! Come se la tredicesima fosse il vero salvatore… che squallore!
I miei genitori sono sempre più soli e più tristi… hanno già deciso che questo Natale lo passeremo soli, a casa, senza vedere nessuno, perchè non hanno voglia di vedere nessuno. Soli e tristi.
E anche l’emozione novella che stava nascendo nel mio cuore, il sentimento per una ragazza bella e graziosa che usciva con me… anche quello è un inganno… ricevo solo le briciole del suo tempo, io che speravo finalmente di essere SPECIALE per qualcuna…
Mi sento SOLO…

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Il diavolo è un professore

Ho sognato il diavolo, stanotte. Non aveva le corna, il piede caprino o il naso camuso, e nemmeno la trasgressiva bellezza di una transessuale.
Era un professore. Avrà avuto a stento 40 anni. Aveva i capelli neri, ricci, e il pizzetto… come Caparezza, ma più alto, e senza la dolcezza e l’allegria del nostro rapper. Aveva occhiali dalla montatura di tartaruga.
Nel sogno non lo avevo mai visto prima. E anche nel mondo reale non conosco un uomo così fatto.
Ma so che era il diavolo,che era il male assoluto.
Nel sogno ero tornato al mio liceo per fare un concorso. Stranamente, il posto era una via di mezzo tra il mio vero liceo del passato e una pizzeria dove spesso compro una buona pizza con il salame e la mangio felice di essere vivo.
Questo concorso consisteva nel rispondere a quattro domande matematiche. Ne ricordo solo una: la massa della luna moltiplicata per l’acqua che scende dal Niagara in mezzora. Ma che voleva dire?
C’era questa figura maligna, quest’uomo dai capelli ricci e neri che passava tra i banchi. Si soffermava su di me e mi guardava con disprezzo. Guardava tutti con indifferenza, ma guardava me con disprezzo. Mi dice “Non ci provi nemmeno a copiare”. E io “perchè lo dice solo a me?” e lui “Perchè lei è chiaramente un incapace un disonesto”.
Allora mi alzavo di scatto in piedi. Nel sogno, era molto più alto di me. Quanto sarà stato alto? Due metri? Sembrava in piedi su di un banco, tanto mi torreggiava. Eppure, non riuscivo a scorgergli i piedi (nei mie lunghi studi sui fenomeni paranormali, molti che hanno avvistato alieni, angeli o demoni affermano che non si riesce a vedergli i piedi). Gli dico “Ho diritto al rispetto!”.
Lui mi guarda con aria beffarda, con un risolino maligno e dice “Lei non ha diritto a niente”. Non lo grida. Lo dice come un dato di fatto. “Io sono un laureato!” dico io.
Lui mi fissa come se avessi detto una stupidaggine. “Ma davvero! E con quanto si è laureato?”.
E io: “Con 110 e lode!”. In realtà, 108
Sogghigna. “E quanti anni ha? Quanto ci ha messo per laurearsi?”
Sempre alterato, gli ho risposto “Ho ventisette anni e ci ho messo sei anni”.
Lui ancora, con quel sogghigno terribile “Ha ventisette anni? Davvero? E dove è la sua donna? O forse alla sua età E’ BUONO SOLO A MASTURBARSI?”.
Era un sogno così reale. Ho fatto il gesto di colpirlo e lui ha riso forte: “Sarò lieto di esaminarla, a fine corso”.
Poi mi sono svegliato.
Stanotte ho davvero sognato il diavolo. Un diavolo astuto, che si è servito delle parole di mia madre e di mio zio, della loro disistima, che in mio zio arriva al mero disprezzo.
Ma non lascerò la vittoria al diavolo.
LO GIURO!

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